Le origini: Villa Cappella (XVIII secolo)
La storia di Villa Martinelli affonda le radici nel primo Settecento, quando sulla costa di Posillipo, affacciata sulla piccola insenatura nota come Cala Selvina, sorse una dimora signorile conosciuta come Villa Cappella di Montesanto. Edificata intorno al 1700, la villa si inseriva nel contesto delle grandi residenze nobiliari che punteggiavano la collina — un territorio già celebre dall'antichità per la sua bellezza, tanto da meritare il nome greco Pausilypon, "dove cessano gli affanni".
La costruzione originaria si distingueva per le sue eleganti merlature a guglia, un elemento architettonico che conferiva alla struttura un carattere quasi fiabesco, ben visibile dal mare e dalle alture circostanti. Il pittore olandese Gaspar van Wittel, uno dei più importanti vedutisti dell'epoca, immortalò la villa in un celebre dipinto a olio oggi conservato al Museo del Prado di Madrid, testimoniando l'importanza che la dimora rivestiva già nel paesaggio posillipino del primo Settecento.
L'Ottocento: da dimora privata a pensione
Nel 1837, il pittore Achille Vianelli — uno degli esponenti più raffinati della Scuola di Posillipo — realizzò un acquerello intitolato "Veduta di Villa Martinelli a Napoli", oggi conservato alla Certosa e Museo Nazionale di San Martino. L'opera, catalogata nel patrimonio dei Beni Culturali dello Stato italiano, è una testimonianza preziosa dell'aspetto della villa nel pieno del suo splendore ottocentesco.
Alla fine dell'Ottocento la villa conobbe una trasformazione significativa. Mentre l'aspetto esteriore fu preservato con le sue caratteristiche merlature a guglia, la destinazione d'uso cambiò radicalmente: la dimora fu convertita in una pensione per la villeggiatura, intercettando il crescente flusso di viaggiatori del Grand Tour che eleggevano Napoli e la sua costa come tappa imprescindibile del loro itinerario.
La struttura assunse dapprima il nome di Pensione Anglaise — un richiamo alla clientela britannica che frequentava Posillipo fin dal Settecento, quando i "bagni di mare" divennero lo sport più apprezzato dagli stranieri — e successivamente quello di Hotel Mascotte. Fu in questa fase che la villa venne notevolmente ampliata per accogliere un numero crescente di ospiti.
In questo stesso periodo, il pittore inglese Joseph Mallord William Turner visitò Posillipo durante il suo primo viaggio in Italia nel 1819, lasciandoci uno schizzo intitolato "Distant View of Capri from the Posillipo Coastline, with the Villa Martinelli", oggi conservato alla Tate Gallery di Londra. Il fotografo tedesco Giorgio Sommer, attivo a Napoli dalla metà dell'Ottocento, realizzò inoltre una delle prime fotografie della villa, catalogata con il numero 1197 nel suo archivio.
I Martinelli e il Novecento
Con l'acquisizione da parte della famiglia Martinelli, la struttura assunse definitivamente il nome con cui è conosciuta ancora oggi. I nuovi proprietari continuarono l'attività ricettiva, consolidando la reputazione della villa come luogo di soggiorno esclusivo sulla costa di Posillipo.
Le cartoline d'epoca degli anni Venti e Trenta mostrano la villa nel suo splendore, con le merlature a guglia ancora intatte e la spiaggia antistante — parte della Cala Selvina — ancora accessibile con la sua scogliera naturale. Tra Villa Martinelli e la vicina Villa Mazziotti si trovava il Lido del Sole, un bagno pubblico gestito dal poeta Salvatore Serino, che animava la vita balneare di quel tratto di costa.
La cronologia
- ~1700Costruzione della villa originaria, nota come Villa Cappella di Montesanto
- Inizio '700Gaspar van Wittel dipinge la villa nel suo celebre quadro, oggi al Museo del Prado
- 1819J.M.W. Turner realizza uno schizzo della costa con Villa Martinelli, oggi alla Tate Gallery
- 1837Achille Vianelli, pittore della Scuola di Posillipo, dipinge l'acquerello "Veduta di Villa Martinelli a Napoli", oggi alla Certosa di San Martino
- Fine '800Conversione in pensione per villeggiatura: Pensione Anglaise, poi Hotel Mascotte
- ~1870Giorgio Sommer fotografa la villa (catalogo n° 1197), oggi su Wikimedia Commons
- Inizio '900La famiglia Martinelli acquisisce la proprietà, che prende il nome attuale
- ~1940L'ingresso dalla Piazza San Luigi è documentato dall'Archivio Fotografico Carbone
- 1952La villa storica viene demolita e sostituita da una costruzione moderna
- OggiVilla Martinelli è un parco residenziale privato con guardiania H24 e discesa a mare
La demolizione del 1952 e il parco attuale
Dopo il secondo conflitto mondiale, l'edificio storico fu abbattuto e al suo posto fu costruito un condominio moderno che stravolse le sembianze del palazzo originario. Anche la spiaggia antistante mutò nella forma, poiché sparì la scogliera naturale che aveva caratterizzato per secoli quel tratto di costa.
Le speculazioni edilizie degli anni Cinquanta, che colpirono duramente il Vomero e Posillipo, cancellarono molte delle ville storiche della collina. Villa Martinelli fu tra queste, ma il nome sopravvisse nella nuova struttura residenziale, oggi un esclusivo parco privato con guardiania continua, giardini curati e l'accesso diretto al mare che da sempre ha contraddistinto questo angolo di Posillipo.
Villa Martinelli nell'arte
La villa ha ispirato artisti di epoche diverse. Oltre ai già citati Gaspar van Wittel e Turner, il pittore Francesco Galante (Margherita di Savoia, 1884 — Napoli, 1972) dedicò alla villa un olio su tavola intitolato "Villa Martinelli a Posillipo", un'opera che testimonia come la dimora fosse rimasta un soggetto pittorico amato anche nel Novecento, pochi anni prima della sua demolizione.
L'account Instagram @villamartinelli, curato da M. L. Desiderati, prosegue oggi questa tradizione documentaria, raccogliendo una preziosa "storia per immagini di Villa Martinelli e Cala Selvina".
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