Villa Martinelli

La Storia di Villa Martinelli

Da Villa Cappella al parco privato di oggi: tre secoli di trasformazioni

Le origini: Villa Cappella (XVIII secolo)

La storia di Villa Martinelli affonda le radici nel primo Settecento, quando sulla costa di Posillipo, affacciata sulla piccola insenatura nota come Cala Selvina, sorse una dimora signorile conosciuta come Villa Cappella di Montesanto. Edificata intorno al 1700, la villa si inseriva nel contesto delle grandi residenze nobiliari che punteggiavano la collina — un territorio già celebre dall'antichità per la sua bellezza, tanto da meritare il nome greco Pausilypon, "dove cessano gli affanni".

La costruzione originaria si distingueva per le sue eleganti merlature a guglia, un elemento architettonico che conferiva alla struttura un carattere quasi fiabesco, ben visibile dal mare e dalle alture circostanti. Il pittore olandese Gaspar van Wittel, uno dei più importanti vedutisti dell'epoca, immortalò la villa in un celebre dipinto a olio oggi conservato al Museo del Prado di Madrid, testimoniando l'importanza che la dimora rivestiva già nel paesaggio posillipino del primo Settecento.

Nel celebre dipinto di Gaspar van Wittel, Villa Martinelli — allora Villa Cappella — appare sulla sinistra della composizione, affacciata su una piccola baia con il Castel Sant'Elmo sullo sfondo. L'opera è datata ai primi decenni del XVIII secolo.

L'Ottocento: da dimora privata a pensione

Nel 1837, il pittore Achille Vianelli — uno degli esponenti più raffinati della Scuola di Posillipo — realizzò un acquerello intitolato "Veduta di Villa Martinelli a Napoli", oggi conservato alla Certosa e Museo Nazionale di San Martino. L'opera, catalogata nel patrimonio dei Beni Culturali dello Stato italiano, è una testimonianza preziosa dell'aspetto della villa nel pieno del suo splendore ottocentesco.

Pochi anni dopo, nel 1842, fu Achille Gigante — uno dei maggiori interpreti della Scuola di Posillipo, fratello del celebre Giacinto Gigante — a fissare la villa in una grande acquaforte panoramica intitolata semplicemente "Posilipo", in cui le caratteristiche merlature a guglia di Villa Martinelli emergono nitidamente sulla costa rocciosa, immortalate per la prima volta in una stampa diffusa fra i collezionisti del Grand Tour. Lo stesso Gigante avrebbe replicato il soggetto due anni più tardi nell'acquaforte "Frisio" del 1844.

Alla fine dell'Ottocento la villa conobbe una trasformazione significativa. Mentre l'aspetto esteriore fu preservato con le sue caratteristiche merlature a guglia, la destinazione d'uso cambiò radicalmente: la dimora fu convertita in una pensione per la villeggiatura, intercettando il crescente flusso di viaggiatori del Grand Tour che eleggevano Napoli e la sua costa come tappa imprescindibile del loro itinerario.

La struttura assunse dapprima il nome di Pensione Anglaise — un richiamo alla clientela britannica che frequentava Posillipo fin dal Settecento, quando i "bagni di mare" divennero lo sport più apprezzato dagli stranieri — e successivamente quello di Hôtel Mascotte. Fu in questa fase che la villa venne notevolmente ampliata per accogliere un numero crescente di ospiti, e fu pubblicato un elegante depliant in stile Liberty che ne celebrava l'unicità.

«Celui qui passe une heure, un jour, à l'Hôtel Mascotte, réalise l'harmonie de la vie, c'est-à-dire la prospérité du corps et la poésie de l'âme.»
— Matilde Serao, citata nel depliant ufficiale dell'Hôtel Mascotte, primo Novecento.

Il depliant promozionale celebrava la posizione "dans la plus belle position de la délicieuse colline de Posillipo, sous le plus beau ciel qui ait des reflets d'émeraude, vis-à-vis de la mer d'azur" e raccoglieva citazioni di personalità dell'epoca: oltre alla scrittrice Matilde Serao, il celebre tenore Fernando de Lucia aggiungeva: «La Mascotte m'invite à l'art et à l'amour». Il cancello d'ingresso recava la scritta "Pension Mascotte", e la promenade alberata che conduceva alla villa è oggi documentata da diverse cartoline d'epoca.

In questo stesso periodo, il pittore inglese Joseph Mallord William Turner visitò Posillipo durante il suo primo viaggio in Italia nel 1819, lasciandoci uno schizzo intitolato "Distant View of Capri from the Posillipo Coastline, with the Villa Martinelli", oggi conservato alla Tate Gallery di Londra. Il fotografo tedesco Giorgio Sommer, attivo a Napoli dalla metà dell'Ottocento, realizzò inoltre una delle prime fotografie della villa, catalogata con il numero 1197 nel suo archivio.

I Martinelli e il Novecento

Con l'acquisizione da parte della famiglia Martinelli, la struttura assunse definitivamente il nome con cui è conosciuta ancora oggi. I nuovi proprietari continuarono l'attività ricettiva, consolidando la reputazione della villa come luogo di soggiorno esclusivo sulla costa di Posillipo.

Le cartoline d'epoca degli anni Venti e Trenta mostrano la villa nel suo splendore, con le merlature a guglia ancora intatte e la spiaggia antistante — parte della Cala Selvina — ancora accessibile con la sua scogliera naturale. Tra Villa Martinelli e la vicina Villa Mazziotti si trovava il Lido del Sole, un bagno pubblico gestito dal poeta Salvatore Serino, che animava la vita balneare di quel tratto di costa.

1925: la nascita del Circolo Nautico Posillipo

Il 15 luglio 1925 segna una data fondamentale non solo per la storia dello sport napoletano ma anche per quella di Villa Martinelli. Quel giorno, un gruppo di dodici soci dissidenti del Circolo Canottieri Napoli "Italia" si riunì per fondare il "Circolo Nautico Giovinezza", l'antenato dell'odierno Circolo Nautico Posillipo, oggi tra i più prestigiosi club sportivi d'Italia con undici scudetti di pallanuoto e tre Champions League nel suo palmarès.

La prima sede sociale del nascente circolo fu ospitata proprio dai Martinelli, all'interno della loro proprietà: uno storico chalet in legno costruito su palafitte sull'arenile della Cala Selvina, in Via Posillipo all'altezza di Piazza San Luigi. Quella struttura — immortalata in una rara fotografia del 1925 — divenne la culla di una tradizione sportiva che avrebbe portato lustro a Napoli in tutto il mondo.

«La sede del nuovo circolo viene ospitata dai Martinelli, nella rada di loro proprietà, in via Posillipo, all'altezza di piazza San Luigi, all'interno dello storico chalet in legno che a distanza di un anno dalla fondazione fu trasportato via mare all'indirizzo attuale.»
— Storia ufficiale del Circolo Nautico Posillipo (cnposillipo.org).

Il primo presidente fu il principe Andrea Carafa D'Andria, e ciascuno dei dodici fondatori versò 5.000 lire per dotare il club delle prime imbarcazioni. L'anno successivo, nel 1926, lo chalet fu spostato via mare nella sede attuale — sull'arenile attiguo a Villa Chierchia — dove il circolo ottenne dal Comune, per la cifra simbolica di una lira, il fitto del villino "Mon Plaisir".

Numerose fotografie d'epoca degli anni Venti e Trenta ritraggono i canottieri del nascente sodalizio in allenamento davanti alla rada di Villa Martinelli, e la storica sede di palafitta è oggi una delle immagini più iconiche dell'archivio storico del Circolo.

La cronologia

La demolizione del 1952 e il parco attuale

Dopo il secondo conflitto mondiale, l'edificio storico fu abbattuto e al suo posto fu costruito un condominio moderno che stravolse le sembianze del palazzo originario. Anche la spiaggia antistante mutò nella forma, poiché sparì la scogliera naturale che aveva caratterizzato per secoli quel tratto di costa.

Le speculazioni edilizie degli anni Cinquanta, che colpirono duramente il Vomero e Posillipo, cancellarono molte delle ville storiche della collina. Villa Martinelli fu tra queste, ma il nome sopravvisse nella nuova struttura residenziale. Negli anni successivi alla demolizione si susseguirono importanti lavori di consolidamento del costone tufaceo: una serie di fotografie a colori datate maggio 1966 e agosto 1967 documenta il cantiere di rifacimento delle strutture alla base della falesia, con la grotta storica ancora visibile e i nuovi muri di contenimento in costruzione.

Oggi il complesso è un esclusivo parco privato con guardiania continua, giardini curati e l'affaccio sul mare che da sempre ha contraddistinto questo angolo di Posillipo.

Oggi Villa Martinelli, al civico 42 di Via Posillipo, conserva intatta la vocazione esclusiva delle origini: un parco privato dove la memoria della storia si intreccia con il comfort contemporaneo, protetto dalla bellezza senza tempo del Golfo di Napoli.

Villa Martinelli nell'arte

La villa ha ispirato artisti di epoche diverse. Oltre ai già citati Gaspar van Wittel, Turner, Vianelli e Achille Gigante, il pittore Francesco Galante (Margherita di Savoia, 1884 — Napoli, 1972) dedicò alla villa un olio su tavola intitolato "Villa Martinelli a Posillipo", un'opera che testimonia come la dimora fosse rimasta un soggetto pittorico amato anche nel Novecento, pochi anni prima della sua demolizione.

L'account Instagram @villamartinelli, curato da M. L. Desiderati, prosegue oggi questa tradizione documentaria, raccogliendo una preziosa "storia per immagini di Villa Martinelli e Cala Selvina".

Una galleria di quarantanove immagini storiche raccoglie cartoline, fotografie e stampe d'arte che documentano la vita di Villa Martinelli e dell'Hôtel Mascotte attraverso quasi due secoli di storia.

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